Attivazioni Biologiche

La Biologia del distacco

Perla saggia:
Un solo raggio di sole
è sufficiente
per cancellare milioni di ombre.

S. Francesco d'Assisi

Parole chiave: distacco, separazione, divisione

Introduzione

QUESTO È UN LUNGO ARTICOLO, INUTILE SE NON CI SI CONCEDE IL TEMPO DI LEGGERLO.
Meglio stamparlo.

Ho trovato tantissime cose che parlano della psicologia della separazione, ma nulla che tratti della biologia della separazione, dell'effetto biologico della perdita di contatto.
Finora non è interessato a nessun scienziato ipotizzare, sperimentare, verificare e dimostrare quali possano essere gli effetti della separazione sulla struttura biologica (ammesso che si possa separare la struttura corporea dalla psiche) di chi la prova. Eccetto ad uno: il Dr. Rycke Geerd Hamer.
Questa cosa mi convince ancora di più sulla grandezza del pensiero e del lavoro hameriano, sull'enormità del lavoro svolto da quel Grande Uomo, a cui va il mio imperituro, accorato ringraziamento.
Se finora gli effetti della separazione sono stati descritti ed applicati alla sola sfera psicologica, è possibile ora comprendere come le perdite di contatto possano incidere sulla struttura biologica.


Giorgio Beltrammi
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Ma ciò che è importante comprendere è che le manifestazioni fisiche di tali perdite non sono delle maledizioni o degli effetti nocivi privi di ragione e senso, ma delle legittime, funzionali alterazioni che il corpo attua proprio a sensata risposta a queste perdite di contatto.
Mi onoro di scrivere questo elaborato per tentare di fare chiarezza su un aspetto cruciale della vita umana: la relazione e il contatto biologico.

1. Il Contatto

Per una vita biologicamente sensata è necessario trovare, mantenere, evitare (se dannoso) o ripristinare (se si è perso) il contatto con: Tuttavia ci sono due tipi di Contatto e relativo Distacco: Questa suddivisione ha solo finalità pratiche, per aiutare a comprendere il vissuto della persona e orientare nella diagnosi.

2. Il Cervello relazionale

Non tratterò di anatomia e/o di conduzione elettromeccanica in relazione alle sensorialità note (vista, gusto, olfatto, tatto e udito). Ho già scritto in merito e basta recarsi a questa pagina per averne una lettura semplice e immediata. Inoltre si trovano migliaia di pubblicazioni in merito, sia in formato cartaceo che online ed a queste rimando il lettore.
A me interessa illustrare il software della macchina relazionale, a cosa risponde questo software e cosa voglia far fare alla macchina strutturale.
Può sembrare un discorso freddo e impersonale, ma di fatto non è così e lo si scoprirà mano a mano.
Da un punto di vista neurologico, le aree cerebrali che elaborano i contatti sono quelle somatosensorie, primaria e secondaria sulla cui superficie sono disposte le singole aree di attivazione relative a specifiche aree corporee. Sarà noto al lettore il termine di Homunculus, che dimostra graficamente tutto questo.


Homunculus

Il software contenuto in ogni singola regione corticale somatosensoriale agisce accogliendo i segnali provenienti dalla periferia, ma non finisce tutto qui, ovvero solo come stimolazione elettrochimica isolata dal contesto in cui si è verificata la stimolazione. Il software è abilitato a chiamare in causa l'azione di altre aree cerebrali come quelle associative, nelle quali il software valuta proprio il contesto nel quale è avvenuta la stimolazione.
In altre parole, l'essere toccati sul viso, ad esempio, stimola certamente le aree corticali somatosensorie specifiche, ma esistono almeno due tipi di stimolazione, quella desiderata e quella indesiderata (termini qualitativi psicologici). Essere accarezzati sul viso (toccati) dalla persona amata è ben diverso dall'essere sfiorati (toccati) da una persona ritenuta ripugnante. Le aree somatosensorie del viso hanno percepito il tocco, ma non sanno stabilire se è accettato o meno dalla persona. Saranno le aree associative a definire questo (associare il tocco al senso di esso ed al contesto). Sia le prime che le seconde appartengono alla corteccia, che il lettore saprà essere patrimonio ectodermico.
Non solo, ma alla percezione del tocco ed alla sua valutazione di pertinenza, si collega un immediata reazione congrua ad opera della corteccia vicina, quella motoria e non è un caso biologico se le due aree sono a strettissimo contatto. La sua stimolazione potrà magari indicare ai muscoli facciali e non solo, di rilassarsi o di contrarsi, ad esempio.

È oltremodo complesso e armonioso pensare a cosa accada se alla sensazione cutanea, si associa la sensazione visiva e uditiva o gustativa. Con questo voglio solo dire che il cervello relazionale è l'intera estensione corticale, che non solo vede la simultanea interazione tra le sue numerose aree, ma l'interazione tra l'essere umano e il contesto esterno in cui è immerso.
Ed a proposito di immersione, è proprio il caso di dire che il cervello relazionale della singola persona nuota nell'immenso oceano delle stimolazioni universali. Non è possibile, quantisticamente e di fatto, isolare alcuna parte del cervello relazionale dal corpo e da tutto ciò che avviene all'esterno di esso.

Concludendo questo capitolo, ogni singola area somatosensoria ha almeno un programma che accoglie lo stimolo sensoriale, ma allo stesso tempo il programma è abilitato a chiamare in causa le altre aree cerebrali necessarie alla formulazione di uno o più stimoli di adattamento. I programmi inseriti nelle singole aree sono autoevolutivi in base alle esperienze provenienti dall'esterno ed alle elaborazioni interne, per cui non è possibile definire dall'esterno quale sia la percezione di un dato stimolo, ne' tanto meno la risposta a tale percezione.

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2.1 Separazione e Territorio

Il concetto di separazione e distacco è fortemente legato al concetto di territorio.
Nei mammiferi è spiccato il senso della territorialità per cui ogni capo-branco ha necessità biologica di definire e riconoscere uno spazio fisico ed energetico all'interno del quale portare avanti il progetto della Natura a sostegno della vita: nascere, nutrirsi, difendersi, relazionarsi, riprodursi e vivere.
All'interno di questo spazio ci sono dei contenuti, quindi è importante avere contatti e relazioni non solo con il territorio in se (pattugliamento), ma anche con tutto quello che è al suo interno (sorveglianza), siano altri individui, cose o animali.
Ne consegue che non è possibile disgiungere ciò che è territorio, da ciò che è relazione e contatto. Non è un caso che le scoperte del Dr. Hamer abbiano fatto luce sul fatto che territorio e contatti siano gestiti da aree cerebrali corticali, sebbene siano ben distinte topograficamente. Non solo, ma ha stabilito formalmente la ripartizione tra cervello femminile e maschile e relative differenze di comportamento.

È opportuno e importantissimo comprendere quali siano le differenze tra territorialità e relazioni maschili e femminili.
Il territorio e le relazioni maschili sono per lo più centrifughi, ovvero il maschio si relaziona con l'esterno del suo territorio e per questo guarda fuori e si porta ai confini. Sono relazioni grezze, rudi persino, esplicite, dirette, con pochissime interazioni e quasi nessuna vocalizzazione. Perché?
Stando ai confini del proprio territorio, il maschio non deve fare nulla che sia inutile, men che meno rumore più di quello che è strettamente necessario. Ciò che percepisce dall'esterno deve essere esplicito e chiaro, come quello che manda all'esterno. Non c'è tempo e spazio per l'interpretazione o per il fraintendimento. Quindi il maschio parla poco, ha bisogno di ricevere e dare segnali chiari e rapidi e non si perde in variabili comunicative. Deve mantenere il distacco da tutto ciò che lui non ha accolto/accettato nel suo territorio.

Il territorio e le relazioni femminili sono per lo più centripeti, ovvero la femmina si relaziona con l'interno del suo territorio, che si chiama "nido". E per questo la femmina guarda dentro e raduna i cuccioli nella tana dove accoglierà il maschio a cui lei ha concesso il suo dono (la gravidanza). Per radunare tutte queste figure all'interno del nido, la femmina lo rende accogliente attraverso l'interazione intima, la comunicazione, la verbalizzazione. Sviluppa un forte senso dell'intuito per capire cosa succede senza bisogno di segnali espliciti, ed una spiccata attitudine alla valutazione ed alla interpretazione dei segnali.
Quindi la femmina parla molto, non ha bisogno di segnali grezzi ma le sono sufficienti segnali flebili per capire e concede tempo per lasciare spazio alla politica relazionale. Le sue capacità intuitive sono così sofisticate da renderla praticamente immune alla menzogna altrui.
La femmina ha capacità comunicative multiple e un numero pressoché infinito di sfumature interattive, tali da soddisfare le esigenze di tutti i componenti accolti ed accettati nel nido.

Se per il maschio il distacco è vissuto più su un piano materiale (perdere terreno, femmina, cibo), per la femmina il distacco può essere anche sul piano immateriale (perdere la comunicazione, l'intesa, lo sguardo, la scintilla amorosa, la fiducia).
Su queste basi biologiche delle relazioni, nel mondo odierno si creano enormi possibilità di distacchi e separazioni soprattutto se le relazioni e il territorio non sono biologici (tecnologia, social network, realtà virtuali, ecc.).

2.2 Cervello infantile e Distacco

Il distacco, per un bambino da 0 a circa 6-7 anni, è molto grave, terrificante, oserei dire che è un marchio indelebile per il resto dei suoi giorni...
...se questo distacco non ha rispettato i suoi tempi e/o non ha un senso biologico per lui.
Anatomicamente parlando, il cervello del bambino appena nato non è totalmente sviluppato, il che impone un minor numero di sinapsi attive ed una potenzialità enorme nella creazione di queste.
Come già scritto, la corteccia cerebrale o relazionale, opera con software e programmi autoevolutivi di base che sono in grado di creare continuamente nuove connessioni, nuove relazioni interneurali. Il cervello in generale e del bambino in particolare, impara e si struttura in base a ciò che l'individuo percepisce ed al contesto in cui vive. Si chiama neuro-plasticità e serve a far si che la singola persona sia in grado di adattarsi costantemente al suo vissuto e rispondere biologicamente alla vita che verrà.
E qual'è la vita che verrà?
Quella nella quale l'individuo ormai adulto dovrà cavarsela da solo e non dover/poter contare sull'aiuto di qualcuno. Sarà la vita di un uomo libero e la libertà esige l'autonomia.


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Come dicevo, il software a disposizione di un neonato è poco sofisticato. Gestisce poche stimolazioni, non è ancora pronto per maneggiare stimolazioni sottili e non va più in la del "vivere o morire". D'altra parte poche sinapsi = poche relazioni e poche relazioni = poche sinapsi. Se non intervengono stimolazioni via via più complesse, il cervello non impara e non imparando non si sviluppa.
Le poche sinapsi disponibili sono capaci di gestire il rapporto con l'unica figura relazionale fondamentale, vitale: la madre. Attraverso la relazione con la madre, si creeranno nuove sinapsi tali da permettere al bimbo di poter gestire relazioni sempre più complesse e sofisticate. È la madre, con il padre, che porta il figlio nel mondo e solo se il rapporto relazionale con la figura materna è solido e duraturo, potranno nascere i rami con cui il bambino costruirà il suo albero relazionale.

Metaforicamente parlando, si può fare l'esempio del seme di un albero che ha messo radici nella madre terra e si affaccia alla superficie. In base alle condizioni che troverà nel terreno (madre) ed a quelle che troverà fuori dalla terra (padre), svilupperà il fusto e i rami e su questi compariranno le foglie che gli saranno concesse in base a ciò che ha trovato in madre e padre.

Tratto da Neuroscienze.net
Le connessioni neurali possono essere modificate in due modi: dall'esperienza e dall' evoluzione biologica (Aamodt, Wang). E' un fenomeno che influisce sulle nostre capacità di pensare, apprendere, ricordare e pianificare strategie comportamentali. La deprivazione nell' infanzia può, ad esempio, interferire con lo sviluppo cerebrale. Ricerche al riguardo mostrano che i bambini che hanno trascorso l'infanzia in un istituto presentano disturbi dello sviluppo del cervello e problemi comportamentali che permangono anche in età adulta. Tale processo è noto come fenomeno di "plasticità sinaptica" o "neuronale". Un fenomeno che comincia già nel grembo materno: il neonato infatti appena viene al mondo, riconosce la voce della madre e quella di altre persone e preferisce la musica ascoltata prima di nascere (Fifer). E' stato accertato poi che il quoziente d'intelligenza (QI) cresce o diminuisce a seconda del tipo di stimolazione cui il cervello infantile viene sottoposto.
[...]
Le emozioni poi svolgono un ruolo cruciale nell'organizzazione dell'attività del cervello. Gli stimoli emotivi infatti sono tra i più potenti attivatori dei sistemi cerebrali (LeDoux) e dell' apprendimento. Più ampia dunque è la gamma di emozioni che un bambino esperisce, maggiore sarà lo spettro emotivo della mente che si sviluppa. Nel 1904, Richard Semon, scienziato tedesco, coniò il termine "engramma" per riferirsi alla rappresentazione neurale di una memoria.
[...]
Ciò che conta tuttavia nello sviluppo mentale del bambino non è "quanta" stimolazione gli viene offerta, ma "come" gli adulti "adattano" quel che dicono o fanno alle parole e alle azioni del bambino. Buoni genitori e buoni insegnanti possono compiere prodigi sul cervello del bambino.
[...]
Il bambino privato delle carezze e dell'affetto mostra un cervello "inadeguato"

Se la relazione con la madre viene interrotta per ragioni non biologiche (lavoro, carriera, ecc.) il bimbo potrà sviluppare delle sinapsi con ciò che ha a disposizione o, peggio, potrà non svilupparne affatto. Tutto dipende dal suo percepito.
Potranno svilupparsi connessioni con contenuti che il bimbo si porterà dietro per tutta la vita; potrà credere che il mondo è freddo e ostile, che è indegno di essere amato, che è fastidioso, imperfetto, che crescere è pericoloso (quando al bimbo sono chieste, dietro minacce e punizioni, cose non adatte al suo tempo ed al suo sviluppo) e via di questo passo.
Nella vita dei mammiferi il piccolo si distacca dalla madre quando è giunto il momento giusto per farlo, ne' prima ne' dopo. Sarà certo un evento conflittuale, ma potrà essere gestito al meglio e costituirà un trampolino di lancio verso la vita e non una condanna.

2.3 Quanti separati

Il distacco impedisce alla persona di essere in risonanza con l'insieme. È come se la persona fosse fuori vibrazione, non coerente con il ritmo universale di fondo.
Portando un esempio quantistico, è noto che il Vuoto Cosmico (che non è il Nulla) ha una sua oscillazione, una sua frequenza basale sulla quale si sono sviluppate ed interagiscono tutte le altre oscillazioni: pianeti, stelle, galassie. In questo ritmo oscillatorio universale esiste una gerarchia per cui ogni entità vibratoria ha, al suo interno, nuove frequenze ed in ognuna di esse altre frequenze, ma in ogni caso esiste una assonanza comune a tutte ed è quella che mantiene l'ordine, l'integrità.
Questo fa si che nessun componente di un sistema, pur infinitesimamente piccolo, possa essere isolato da tutto il resto e gli sia consentito di vibrare in modo dissonante. Ciò causerebbe il caos ed un enorme spreco di energie, quando sappiamo che fisicamente ogni sistema tende al minimo uso di energia.

Il distacco, la separazione provoca dissonanza, una alterazione della frequenza ed una disgregazione dal complesso di elementi ed anche all'interno dell'elemento stesso.
Portando l'esempio quantistico nelle relazioni umane, è noto a tutti che il far parte di un clan permette ad ogni singolo componente di vibrare in assonanza, di condividere, di crescere armoniosamente, di collaborare, ecc. Il clan stesso è inattaccabile e ciò che percepisce un singolo componente è percepito da tutti gli altri. Pur con le diversità di ognuno, la vibrazione di fondo (il clan) permette l'integrazione, il minimo consumo energetico con il massimo risultato, ecc.
È altrettanto noto a tutti che una delle punizioni più drammatiche inferte ad un individuo era l'esclusione dal clan. Era una condizione che lasciava poche speranze all'escluso. L'individuo si trovava a vibrare nel nulla, esposto a ogni influenza e trauma. Vagava in lande sperdute, senza poter comunicare, senza ricevere alcun supporto e consumando una quota enorme di energie, finendo per sfiorire nel giro di qualche giorno, se non era preda di qualche belva.
Anche in questo breve esempio ritorna il concetto quantistico per cui Nessun corpo fisico, nessuna energia è isolabile dalle altre.

2.4 Dissocial Network

Dopo l'avvento di Internet e l'accesso della intera popolazione mondiale alla "rete", era solo questione di tempo il veder nascere un mondo a parte, dove non ci sono mari, montagne, barriere, dove il tempo è veramente relativo, dove tutto può nascere e morire nel giro di un secondo o anche meno, dove la parola "amicizia" ha un valore talmente frammentato da non avere più il suo significato vero, dove la parola "famiglia" è quasi imbarazzante.
In questa - non più nuova - società le relazioni giungono ad avere un significato difficilmente comprensibile. È molto importante avere un like in più, piuttosto che uno sguardo.
Come tutte le società, come tutti i clan, anche Facebook, Instagram ed altri social network sono luoghi dalle possibilità enormi, positive e negative, ma il problema è che la nostra biologia non comprende le relazioni virtuali. La nostra bestiola interna gestisce relazioni vere, oggettive, assonanti con l'universo.

Per spiegarmi meglio:

Quando l'individuo avverte che la relazione si è interrotta o la vuole interrompere, coinvolge la psiche che applica il valore biologicamente più sensato, per L'emozione che si è attivata, e il corpo reagisce come è previsto. Ma perché tutto questo avvenga, occorrono segnali, avvenimenti, situazioni che il corpo percepisce: allontanamento, percosse, morte della persona amata, parole sonore offensive, odori sgradevoli o perduti, eccetera.
Insomma occorre che mente/corpo siano coinvolti di pari passo.

I social network rimangono unicamente e pericolosamente sul piano mentale, il corpo è di fatto escluso. Il distacco è non congruo.
Il corpo non "sente" l'allontanamento, la morte, le percosse, le parole sonore, gli odori sgradevoli o perduti, eccetera. Ma la mente sì e può coinvolgere la psiche avviando il programma SBS più bio-logico per il percepito di quel momento.
L'altro problema è che questo meccanismo infernale può verificarsi ogni giorno o anche più volte al giorno e nel cervello di un ragazzino, queste alterazioni possono essere molto, molto pericolose.
Se nel mondo vero le separazioni possono essere numericamente limitate, nell'immenso mondo dei social network possono essere migliaia; lascio immaginare quale sconquasso possa avvenire nelle aree corticali relazionali.
I Social Network sono in realtà dei luoghi di dissociazione, di distacco e di disarmonia.

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