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Attivazioni Biologiche
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Donna - Femmina - Madre

L'universo femminile è popolato da almeno tre varianti dello stesso individuo biologico:
  1. la femmina, che incarna l'aspetto biologico puro, la sessualità, la seduzione, l'animalità
  2. la donna, che incarna l'aspetto sociale
  3. la madre, che incarna l'aspetto supremo che tutto racchiude. Il crogiolo dove la vita si materializza

Tre versioni della stessa persona che possono convivere simultaneamente, pur caratterizzandosi da modificazioni psico-fisiche talora drastiche.
Questo breve studio rappresenta un tentativo di racchiudere numerose nozioni che entrano a far parte dell'immenso e variopinto panorama dell'universo femminile.

Indice
  1. La Bimba
  2. La figura materna e paterna
  3. Anatomia e fisiologia
  4. Ormoni e ciclo nella donna
  5. Il cervello femminile e la lateralità
  6. Fisiologia Speciale per l'Apparato genitale femminile
  7. La Sessualità femminile
  8. Gravidanza e aborto
  9. La mammella
  10. La menopausa

1. La Bimba

Parliamo di sviluppo embrionale in funzione di comprendere come si formi una femminuccia.

Verso il IX - X giorno di gestazione si ha il completamento dell'impianto dell'embrione, l'embrione entra completamente nella mucosa uterina che si ricostruisce alle sue spalle; in questi giorni si sviluppano numerosi cambiamenti nella struttura dell'embrione.
Verso il XII giorno inizia il contatto embrione ‐ madre: in questa seconda settimana si assiste anche alla formazione dei primi contatti e scambi attivi fra embrione e madre: per fenomeni di erosione vengono a formarsi delle cavità che portano in contatto il circolo sanguigno della madre con quello dell'embrione. Il contatto effettivo avviene alla fine della seconda settimana, verso il quattordicesimo - quindicesimo giorno (questi giorni dovrebbero essere sufficienti per portare la madre alla consapevolezza della gravidanza ed evitare quelli che possono essere i danni a carico embrionale per assunzione di sostanze nocive o per il subire shock biologici).

Lo sviluppo dei genitali comincia immediatamente nell'embrione, ma la differenziazione tra maschi e femmine prende il via solo dopo la 7° settimana dalla fecondazione. Prima di allora i genitali sono identici.
A partire dalla settima settimana di gestazione, i genitali esterni maschili e femminili sono indistinguibili e sono formati da una sorta di bottoncino detto tubercolo genitale, da una cresta urogenitale e da una coppia di rigonfiamenti posti su ciascun lato della cresta e chiamati labioscrotali.
Sotto lo stimolo dell'estrogeno i rigonfiamenti laterali si fondono solo alle estremità formando le grandi e le piccole labbra, mentre il tubercolo si rimpicciolisce a formare il clitoride (5°-6° mese). I genitali esterni si completano intorno alla dodicesima settimana e continuano a crescere per tutto il resto della gravidanza.
Proprio come i testicoli dei maschietti, le ovaie nella bambina si formano nella cavità addominale.

Spesso nelle femmine il primo segno di esordio puberale è lo scatto di crescita della statura (in circa tre anni di sviluppo acquistano mediamente 18-20 cm e smettono di crescere verso i 15 anni), seguito dall'ingrandimento progressivo delle mammelle (spesso non simmetrico) e dalla comparsa dei peli pubici e ascellari; contemporaneamente il bacino si allarga, il tessuto adiposo si distribuisce prevalentemente su glutei, fianchi e cosce, le ghiandole sudoripare si attivano, il clitoride e le piccole labbra si ingrandiscono. Le mestruazioni (generalmente il menarca avviene tra gli undici ed i 14 anni) invece rappresentano di solito un evento tardivo della pubertà femminile e contrassegnano la maturazione del collegamento nervoso e ormonale tra cervello da una parte e utero e ovaie dall'altra; tuttavia i primi cicli mestruali spesso sono irregolari e privi di ovulazione, pertanto per una completa capacità riproduttiva sono necessari di solito ancora alcuni mesi.

2. La figura materna e paterna

Quando è ancora nell'utero, la femmina vive in uno stato di beatitudine che si trasforma, nel momento della nascita in un rapporto di amore e di simbiosi con la madre. Si tratta, dal secondo mese in poi, di una simbiosi normale, nella quale la bimba si comporta e agisce come se lei e la madre fossero un unico sistema.
All'inizio una buona simbiosi con la madre, sorretta da un amore attento, è indispensabile affinché la bimba possa acquisire quella sicurezza di base che è fondamentale perché possa poi sviluppare una personalità armonica (I due gradini più bassi della piramide di Maslow, ovvero il soddisfacimento dei bisogni principali e biologici).
Fin dai primi mesi di vita però, la presenza del padre come terzo individuo, al di fuori della coppia madre-figlia è importante per favorire la buona riuscita della simbiosi e il suo superamento. Il padre presente, infatti, dovrebbe saper sostenere la sua compagna e cogliere istintivamente il momento in cui ‘riaffacciarsi' nella coppia per favorire l'allentamento della simbiosi. Anche per la madre infatti è importante la presenza del terzo che la aiuti ad uscire dalla coppia simbiotica con la figlia e ad affrontare senza timore gli aspetti depressivi che tale separazione talvolta comporta (perdita del territorio o dell'identità). Per la figlia poi, la presenza del padre è indispensabile, verso la fine del primo anno, affinché possa distinguersi dalla madre ed iniziare a percepirsi come individuo a sé.
All'età di un anno e mezzo, con la conquista della deambulazione e l'inizio del linguaggio, la bimba diviene un'entità individuale separata. È allora che si pongono le premesse per il suo sviluppo psichico. Nell'osservazione dei suoi comportamenti si riscontra, dopo i sedici e i diciassette mesi, la disponibilità a passare periodi sempre più lunghi di tempo lontano dalla madre. Per questa ragione la figura paterna è particolarmente importante. Spostando lo sguardo sul padre la figlia si sente attratta dalla sua energia così diversa da quella materna ed inizia a stabilire con lui una nuova relazione, consolidando la sua relativa autonomia dalla madre.
Per la figlia è questa la prima forma di 'amore' per il maschile. Si ritiene che all'età di circa tre anni e mezzo, l'amore per identificazione nei confronti del padre, cominci a dissolversi. Finora i figli hanno vissuto soprattutto nei confronti della madre, ma anche nei confronti del padre, un amore relativamente indisturbato. Le tonalità dell'amore assumono connotazioni di tipo competitivo, della bimba nei confronti della madre. Le energie sessuali si potenziano e si sviluppa un sentimento di rivalità che ritornerà, potenziato, nella pre-adolescenza. Dai cinque ai dieci anni la bambina vive un periodo relativamente calmo. La sua attenzione inizia a rivolgersi al di fuori della famiglia, alla società. Dal punto di vista della psicoanalisi è soprattutto il padre che ha il compito di guidarla in questa direzione, aiutandola a sviluppare due funzioni psichiche complementari: di proibizione ("quello che dovrei essere") e di aspirazione ("quello che vorrei essere"). La prima aiuta a formarsi una coscienza morale, ad interiorizzare i confini tra ciò che è giusto e ciò che non lo è, ad assumere come propri quei ‘no' che provengono dal padre.
Generalmente il primo codice morale si forma sull'esempio dei genitori, ma soprattutto del padre.
La seconda funzione, quella di aspirazione, spinge invece a superare quelle limitazioni intellettuali ed emotive che legano i figli alla famiglia.
Verso i dieci-undici anni inizia la pre-adolescenza. I ragazzi/e sentono un forte bisogno di condividere le proprie esperienze con i propri coetanei ed in particolare con gli appartenenti allo stesso genere. Alcune ragazze tornano ad amare intensamente il padre ed è quando cadono le difese nei confronti della tenerezza e del mondo emotivo, facendosi strada una forte attrazione per un'altra persona esterna alla famiglia, che cercano lo sguardo del padre, che le renda sicure della loro femminilità nascente, del loro carattere unico e fortemente personale. A questa età, con la sua presenza, fatta di gesti, parole e sguardi, il padre trasmette ai figli quella fiducia in se stessi che è indispensabile per affrontare la vita.
Se invece il padre è assente o distratto, alla fine dell'adolescenza il fuoco della passione per l'altro, ma più in generale per la vita, si spegne e la figlia diventa triste e disorientata oppure depressa e dipendente.

Il Libretto*

3. Anatomia e fisiologia

Le donne posseggono organi specializzati per produrre ovuli (cellule sessuali femminili) e ricevere spermatozoi (cellule sessuali maschili) che possono portare alla loro fecondazione.
Esse sono preparate anche affinché un nuovo essere si formi al suo interno. Questo sistema si completa con organi esterni, che lo proteggano e che offrano il piacere alla donna, durante il proprio esercizio della sessualità.
Per studiare il sistema riproduttivo femminile, lo si divide in base alla ubicazione dei suoi organi. Questi sono esterni (che svolgono una funzione importante durante l'atto sessuale e il coito) e interni (che si collocano nella pelvi e sono relazionati con la fecondazione e la gestazione).

3.1 Ovaie

Le ovaie o ghiandole sessuali femminili, sono corpi destinati a produrre i gameti sessuali femminili od ovuli e a produrre gli ormoni femminili (estrogeni e progesterone). Osservandone una sezione, l'ovaio presenta due zone ben differenziate: una zona centrale, o sostanza midollare (mesoderma), costituita da numerosi vasi sanguígni, e una zona periferica o corticale, che avvolge la precedente e contiene, irregolarmente disseminati in uno stroma connettivale, i follicoli di Graaf, ognuno dei quali racchiude un ovulo immaturo (endoderma).
Inoltre sono coperti, in tutta la loro estensione di uno strato di cellule epiteliali che costituisce l'epitelio ovarico.


1.Miometrio; 2.Vagina; 3.Osso pubico; 4.Clitoride; 5.Grande labbro; 6.Vescica; 7.Meato uretrale; 8.Meato vaginale; 9.Piccolo labbro; 10.Ano; 11.Uretra; 12.Retto; 13.Utero; 14.Ovaio; 15.Colon; 16.Tuba di Fallopio

3.2 Tube di Fallopio

Ciascuna Tuba presenta tre porzioni che sono, da mediali a laterali:

La base è costituita da una serie di digitazioni sottili, chiamate fimbrie, importanti nel momento di captare l'ovulo.
Dentro le tube, l'ovocita si muove attraverso contrazioni peristaltiche della parete tubarica, formata da muscolatura liscia, ed attraverso il battito di ciglia vibratili delle cellule della mucosa interna.
Il terzo esterno della tuba è il luogo dove avviene la fecondazione, vale a dire l'unione dell'ovulo con lo spermatozoo.

3.3 L'Utero

I diversi strati tissutali che lo conformano riflettono la sua attività. Possiede uno strato vascolare interno , l'endometrio (endoderma), che si sfalda in parte durante la mestruazione e che, durante la gravidanza, permette l'impianto e la nutrizione dell'embrione. Uno strato muscolare di grande spessore, il miometrio (mesoderma recente), provoca l'espulsione del figlio nel momento della nascita (con contrazioni massime durante il parto).
Provoca anche lo sfaldamento endometriale durante la mestruazione, così come facilita la mobilità degli spermatozoi nel loro tragitto ascendente alla ricerca dell'ovocita. All'esterno è protetto da tessuto connettivo espandibile (mesoderma recente).

3.4 La Vagina

Le pareti vaginali sono molto estensibili e anche molto elastiche. L'estremità superiore della vagina è un orifizio circolare che abbraccia il collo uterino e aderisce ad esso intimamente. Grazie a questa adesione, esiste intorno al cosiddetto muso di tinca e tra questo e la vagina, un canale circolare che viene chiamato sacco vaginale. Nella estremità inferiore si apre nella vulva con un orifizio ellittico, tra il meato urinario e l'ano.
La vagina permette il passaggio del flusso mestruale e costituisce il canale del parto. Il rivestimento vaginale è ricco di glicogeno che, per azione batterica, si trasforma in acido lattico, per cui il pH interno è acido (tra 4 e 5).
La parete vaginale è costituita da uno strato muscolare esterno (mesoderma recente) ed uno strato muscoso interno (ectoderma)

3.5 Organi genitali esterni

L'unione degli organi sessuali esterni della donna è costituita dalla vulva, situata tra le facce interne delle cosce. La vulva, posta anteriormente alla vagina, si compone delle formazioni labiali, dello spazio interlabiale e di un organo erettile, il clitoride.

  1. Le grandi labbra sono ripiegamenti cutanei che occupano la parte esterna della vulva. Ampie, consistenti e resistenti nella bambina, diventano esili e flaccide nella donna di età avanzata.
  2. Le piccole labbra sono altri ripiegamenti cutanei posti all'interno delle precedenti. L'estremità anteriore si divide in due foglietti, uno posteriore molto corto che va alla faccia posteriore del clitoride e forma con il foglietto dell'altro lato il frenulo del clitoride; e un foglietto anteriore, più ampio che, riunendosi a quello del lato opposto, forma il prepuzione del clitoride.
  3. L'organo erettile è il clitoride, centro dell'orgasmo. Si colloca nella parte anteriore e superiore della vulva.

3.6 Ghiandole annesse

4. Ormoni e ciclo nella donna

La mestruazione rappresenta la ciclica, all'incirca mensile, eliminazione per via vaginale dell'endotelio uterino desquamato che si ripete per tutta la vita riproduttiva di una donna; il flusso ematico viene definito mestruazione o flusso mestruale.
Il ciclo mestruale ha una durata di circa 28 giorni e corrisponde alla complessa serie di eventi che ha luogo tra l'inizio di una mestruazione e l'inizio di quella successiva. Tra gli ormoni che partecipano al complesso sistema a feedback che regola il ciclo mestruale vi sono gli estrogeni e il progesterone (ormoni ovarici), le gonadotropine ipofisarie FSH e LH, e il fattore di rilascio delle gonadotropine (GnRH) prodotto dall'ipotalamo.
All'inizio del ciclo i livelli ormonali sono bassi; dopo pochi giorni, un oocita e il suo follicolo cominciano a maturare grazie all'influenza degli ormoni FSH e LH.
Ingrossandosi, il follicolo secerne quantità crescenti di estrogeni, che stimolano la ricostruzione dell'endometrio in preparazione all'impianto di un ovulo fecondato (senza dimenticare l'importante opera di rendere la donna recettiva, sessualmente disponibile e sensibile all'approccio sessuale). Il rapido aumento dei livelli di estrogeni verso la metà del ciclo determina un rapido aumento anche nella produzione di LH e FSH da parte dell'ipofisi, che stimola il follicolo a liberare l'oocita, il quale inizia così il suo viaggio verso l'utero.
Sotto il continuo stimolo dell'LH, le cellule del follicolo svuotato diventano più grandi e ne riempiono la cavità, producendo il corpo luteo. A mano a mano che le cellule del corpo luteo si accrescono, cominciano a sintetizzare quantità crescenti di progesterone, oltre che di estrogeni. Quando cresce il livello ormonale, gli estrogeni, insieme al progesterone, inibiscono la produzione di GnRH e, quindi, delle gonadotropine LH e FSH da parte dell'ipofisi.
Se non c'è fecondazione, il corpo luteo viene riassorbito e diminuisce la produzione degli ormoni ovarici.
In conseguenza a questo calo ormonale, lo strato mucoso dell'endometrio si stacca e viene eliminato con la mestruazione. Poi, in risposta al basso livello di progesterone ed estrogeni, la produzione degli ormoni gonadotropi ipofisari ricomincia ad aumentare, evento che è seguito, all'inizio di un nuovo ciclo mestruale, dalla rigenerazione dell'endometrio, dallo sviluppo di un nuovo follicolo e da un aumento di estrogeni.
Il ciclo mestruale dura circa 28 giorni, ma sono comuni delle variazioni individuali. In realtà, si dovrebbe parlare di tre cicli fra loro integrati, o meglio, tra loro in comunicazione: un ciclo mestruale (che riguarda l'utero), un ciclo ovarico (che riguarda le ovaie), un ciclo ormonale (che riguarda ipotalamo, ipofisi e ovaie).
La prima mestruazione è chiamata menarca e segna l'inizio della pubertà nella femmina umana; viene preceduta da un aumento di ormoni sessuali femminili che determina lo sviluppo dei caratteri sessuali secondari, come l'ingrossamento dei fianchi e del seno.

5. Il cervello femminile e la lateralità

Introduciamo il concetto di Emisfero Dominante, in relazione alle caratteristiche sessuali e ormonali del singolo individuo.
Nell'individuo destrimane (vedi Lateralità) maschio, l'emisfero cerebrale dominante è il destro. Per l'individuo femmina destrimane, l'emisfero dominante è il sinistro, come illustrato in figura.
Per l'individuo mancino maschio, l'emisfero dominante è il sinistro. Per l'individuo femmina mancina, l'emisfero dominante è il destro, come illustrato in figura.

Nella zona temporale della corteccia cerebrale esiste un particolare lobo, racchiuso all'interno di una invaginazione, chiamato Lobo dell'Insula, dove sono custoditi relè di attivazione del comportamento tipico maschile (a destra) e femminile (a sinistra), nonché di gestione degli ormoni sessuali maschili (a destra) e femminili (a sinistra).
Qualsiasi alterazione che coinvolga queste aree, è in grado di determinare alterazioni ormonali e comportamentali nell'individuo.

5.1 Il concetto di territorio femminile

Il concetto biologico di territorio allude alla biologica tendenza dell'individuo a cercare, delimitare e proteggere uno specifico luogo nel quale vivere e riprodursi. Se per il maschio il territorio è il luogo nel quale procacciarsi il cibo, per la femmina è il luogo nel quale poter allevare i propri cuccioli.
Tipicamente il territorio maschile è ampio, dal perimetro più o meno vasto, dai confini costantemente da sorvegliare. In esso alloggiano le femmine con le quali accoppiarsi per la riproduzione ed in esso è sistemato un nido protetto nel quale i cuccioli crescono protetti da intemperie e predatori.
Tipicamente il territorio femminile è la tana o nido, un territorio dalle dimensioni ben più contenute e caratterizzata da una struttura che ripara lei e i cuccioli in fase di crescita. Tipicamente il maschio protegge la femmina e questa protegge i cuccioli. Nell'ambito del territorio maschile è inserito il territorio femminile.
Se il maschio guarda all'esterno del proprio territorio per scorgere eventuali minacce, la femmina guarda all'interno del proprio nido per adempiere alla funzione di madre e nutrice.
Il maschio offre protezione, la femmina offre la prosecuzione.

Trattandosi di un comportamento e di una necessità biologica, tutto ciò che può minare questa necessità, può avviare un conflitto, detto appunto "Conflitto di Territorio", che può avere diverse sfumature differenziate in base al sesso dell'individuo. Per il maschio il conflitto territoriale può essere di: Per la femmina il conflitto territoriale può essere di:

6. Fisiologia Speciale per l'Apparato genitale femminile

L'apparato genitale femminile coinvolge tutti i foglietti embrionali.
L'utero è suddiviso in due parti, il fondo e corpo uterino con le due tube di Fallopio e la cervice uterina. Di particolare rilievo il muscolo uterino di derivazione endodermica (FH nella regione mesencefalica), così come la sottomucosa uterina (FH al centro del tronco cerebrale nell'area del ponte), ad eccezione appunto della mucosa della cervice uterina che è di derivazione ectodermica (FH corticale nella regione perinsulare sinistra).
Le tube, sia nella parte muscolare liscia, che nella parte della sottomucosa, sono di derivazione endodermica (FH nella regione ventrale e mediale del tronco cerebrale).

L'ovaio ha una parte di derivazione endodermica (tessuto germinale o follicolare - FH nella regione craniale del mesencefalo in prossimità del midollo cerebrale) ed una parte di derivazione mesodermica (tessuto interstiziale - FH nella parte basale occipitale della sostanza bianca cerebrale). La mucosa vaginale e vulvare è di derivazione ectodermica (FH corticale in regione temporale). Le ghiandole del Bartolino sono di derivazione endodermica (FH nella parte laterale e dorsale del tronco cerebrale, nella parte del ponte).

La parte germinale dell'ovaio viene modificata in relazione ad un conflitto di grave perdita biologica ed emozionale (figli o qualcuno di biologicamente molto importante) in cui il fine biologico è di riprodurlo nuovamente (partenogenesi). Il tessuto germinale inizia a crescere fino a soluzione del conflitto e lo fa in modo silente. Solo a conflitto risolto il tessuto eccedente viene sottoposto all'azione dei batteri od all'incistamento con l'eventuale comparsa di sintomi (specie se la neoformazione raggiunge cospicue dimensioni).
La parte interstiziale, coinvolta nella produzione degli ormoni sessuali, viene interessata dai Programmi SBS in cui ci sia il conflitto di svalutazione (non essere state in grado di evitare una perdita affettiva o un abbandono). In fase di conflitto attivo il tessuto va incontro ad un fenomeno necrotico in funzione di essere poi sostituito da un tessuto più efficace. Questa necrosi è del tutto asintomatica.
Con la soluzione del conflitto, avviene la produzione di una cisti ovarica in sede della necrosi interstiziale ed a seconda dell'intensità del conflitto, avrà dimensioni diversificate. Durante la fase di ricostruzione, la cisti avrà bisogno di forte irrorazione che acquisirà anche dai tessuti vicini, che potranno aderire saldamente alla formazione cistica. Con il passare del tempo la cisti ovarica viene riempita di tessuto funzionale, con caratteristiche istologiche diverse dal tessuto originale e con capacità funzionali migliorate. A quel punto la cisti non avrà più necessità dell'apporto dei tessuti vicini. La produzione di più ormoni rende la donna più appetibile e sessualmente più recettiva, in vista di creare e mantenere legami più saldi e procedere alla riproduzione con uomo dalle caratteristiche migliori.

La mucosa endodermica delle tube di Fallopio ha una funzione secretoria e la muscolatura liscia che permette il movimento dell'ovulo al suo interno, ha una funzione peristaltica. Il coinvolgimento della sottomucosa endodermica è per conflitti di boccone sessuale. Nella fase attiva di conflitto c'è una crescita asintomatica delle cellule ghiandolari che secernono quindi più muco per favorire il transito degli spermatozoi per favorire la fecondazione. Nella fase di riparazione questo eccesso cellulare viene smantellato ad opera dei microbi, con la formazione di pus che può scolare all'esterno attraverso l'utero. Le recidive possono provocare cicatrizzazione e la formazione di aderenze che sono in grado di impedire la fecondazione. Queste alterate condizioni possono essere la causa di gravidanze extrauterine.

Il fondo e il corpo uterino sono rivestiti internamente di mucosa endodermica (endometrio) che viene attivata da conflitti legati al boccone sessuale, conflitti semi-genitali. Nella fase attiva del conflitto, in funzione di aumentare la qualità assorbente (per favorire l'annidamento dell'embrione) o secernente (per facilitare la pulizia dell'utero) dell'endometrio, le cellule vanno incontro ad una proliferazione cospicua ed alla formazione di un adenocarcinoma. A soluzione del conflitto ed in fase riparativa si ha lo smantellamento dell'eccedenza cellulare attraverso il flusso mestruale, oppure ad opera dei batteri con la produzione di pus che viene poi emesso all'esterno.

Il collo dell'utero e la portio sono rivestiti di mucosa ectodermica, che si adagia su una sottomucosa endodermica. Questa mucosa ectodermica viene modificata in base a conflitti di separazione e frustrazione sessuale.
Nella fase attiva del conflitto interviene una erosione della mucosa, in funzione di aumentare il diametro del canale cervicale e favorire il passaggio dello sperma in caso di rapporto sessuale. L'erosione è del tutto asintomatica. Se il conflitto ha una elevata intensità, si può avere immediata amenorrea e la perdita dell'orgasmo vaginale.
Nella fase di riparazione, a conflitto risolto, avviene il ripristino tissutale con leggera eccedenza locale di tessuto e questa fase può essere sintomatica con la comparsa di leggero sanguinamento, ripresa delle mestruazioni e ripristino della capacità orgasmica vaginale.
Questo fenomeno può avvenire nella donna destrimane, nella donna destrimane in costellazione schizofrenica che assume la pillola o che è in menopausa e nella donna mancina in costellazione, che assume la pillola o che è in menopausa.

La mucosa vaginale e l'epidermide vulvare sono di derivazione ectodermica e risentono di conflitti di separazione, in cui sia impossibile compiere l'atto sessuale per non averne diritto (per lo più per questioni educativo-religiose). Nella fase attiva del conflitto si determina ulcerazione asintomatica dell'epitelio pavimentoso vaginale o vulvare. Questo in funzione di allargare il lume vaginale e favorire la penetrazione.
Solo nella fase di riparazione intervengono i sintomi che, per la loro intensità, sono essi stessi ulteriore causa di conflittualità. Compare dolore, bruciore locale e quando coinvolta la tonaca muscolare, si ha spasmo e vaginismo con impossibilità alla penetrazione. Questa chiusura è ulteriore motivo conflittuale, per cui il rapporto è impossibile. Vi può essere leggero sanguinamento.

Le ghiandole del Bartolino sono di derivazione endodermica e rispondono a conflitti legati al boccone sessuale. Nella fase attiva del conflitto le ghiandole vedono una moltiplicazione cellulare al fine di produrre più muco e favorire una lubrificazione adeguata a migliorare la penetrazione. Nella fase di riparazione, con l'aiuto dei batteri, il tessuto ghiandolare in eccesso viene smantellato con la produzione di pus e molto gonfiore, il che causa molto dolore.

6.1 Amenorrea

Assenza di mestruazioni durante l'età fertile. Se le mestruazioni non sono mai comparse si parla di amenorrea primaria, mentre si parla di amenorrea secondaria quando questa interviene all'interno di un normale ciclo mestruale.

6.2 Mestruazioni anticipate

La mestruazione anticipata al 24-26 giorno rappresenta un sintomo della fase PCL del tessuto interstiziale dell'ovaio, coinvolto in un SBS di perdita biologica importante con senso di colpa. Se nella fase di conflitto attivo c'è stata necrosi e riduzione funzionale del tessuto ovarico, nella fase A della PCL si ha formazione di una cisti ovarica che, trascorsi 9 mesi, tornerà a produrre estrogeni in abbondanza, rendendo la donna sessualmente più recettiva e appetibile, con l'avvicinamento dei cicli per ottenere una possibilità in più di rimanere gravida.
Se sono coinvolte entrambe le ovaie, il ciclo permarrà breve, se è coinvolto un solo ovaio, le mestruazioni torneranno regolari alla fine della fase PCL B.

6.3 Mestruazioni ritardate

L'allungamento del ciclo oltre il 30 giorno può essere il sintomo della fase attiva di un SBS del collo uterino, in cui la donna soffre di frustrazione sessuale per non sentirsi presa dal partner. La sua condizione, per uale il partner sembra non poterla proteggere e proteggere i suoi figli, induce la Natura ad evitare gravidanze a rischio e dirada la frequenza delle ovulazioni fino anche a sospenderle. Solo con la soluzione del problema, il ciclo tornerà ad essere regolare.

6.4 Candidiasi vaginale

La candidiasi vaginale è il sintomo della fase PCL di un conflitto di attacco all'integrità femminile, in cui viene attivato il mesoderma antico del canale vaginale. In fase di conflitto attivo si ha ispessimento del tessuto mesodermico che, risolto il conflitto, viene smantellato dalla candida albicans. La fase PCL A è particolarmente fastidiosa per via del gonfiore locale, con prurito e bruciore. C'è un intenso arrossamento delle mucose. Nella fase PCL B vi è l'azione del fungo che, avviata l'opera di bonifica e smantellamento, lascia i tipici residui biancastri.

6.5 Vaginismo

Il vaginismo consiste nella impossibilità di completare il rapporto sessuale con la penetrazione che diventa molto dolorosa o impossibile, per la contrazione della muscolatura della vagina. Si tratta di un conflitto ectodermico di non poter compiere l'atto sessuale per questioni morali o educative. La donna percepisce di non avere il diritto di avere rapporti sessuali completi. Nella fase di conflitto attivo avviene l'ulcerazione silente della mucosa vaginale, in funzione di allargare il diametro vaginale per accogliere l'organo maschile. Se questa penetrazione avviene, la fase PCL A produce un forte dolore, gonfiore, anche sanguinamento (CE). Se è coinvolta la muscolatura striata, si ha spasmo vaginale.

6.6 Dismenorrea

La dismenorrea, ovvero la comparsa del dolore nella fase antecedente alla mestruazione e per tutta la sua durata, è un sintomo legato alla fase PCL dell'endometrio che entra nella prima fase di smantellamento. Il dolore è dovuto alla compresenza della sindrome del profugo, che amplifica il gonfiore e la tensione tissutale. Come dice il Dr. Hamer, la sindrome aumenta di 10 o 20 volte la sintomatologia. Anche la fase di riparazione dell'ovaio può determinare un forte dolore in presenza della sindrome.

6.7 Endometriosi

La condizione in cui l'endometrio (la mucosa all'interno dell'utero) viene ritrovato in altre parti del corpo. Il luogo più comune in cui viene trovata l'endometriosi è il muscolo uterino. Il secondo luogo di ritrovamento più comune è l'ovaio, seguito da peritoneo pelvico, ma può verificarsi anche in altre sedi peritoneali. La causa è tuttora ignota e non può verificarsi in fase prepuberale, scomparendo dopo la menopausa. I sintomi principali dell'endometriosi sono la menorragia (perdita eccessiva di sangue durante la mestruazione), la dispareunia (il dolore durante i rapporti sessuali), la mestruazione dolorosa ed i dolori pelvici.
Per la NMG e le 5LB l'endometriosi è il risultato di una lacerazione di cisti ovarica con migrazione di porzioni di cisti ovarica già solidificata. Queste porzioni si insediano sul peritoneo dando origine a nuove cisti ovariche secernenti estrogeni. Il dolore è spesso determinato dalla tensione arrecata sul peritoneo.

6.8 Cisti ovariche

Le cisti ovariche sono il risultato di un SBS del tessuto interstiziale ovarico che deriva dal mesoderma recente. In seguito ad un conflitto di perdita affettivo-biologica in cui la donna si sente in colpa, si avvia la fase attiva con la creazione di una necrosi del tessuto. Questa necrosi è del tutto asintomatica e se fosse eseguita una laparoscopia si potrebbe osservare un ovaio leggermente rimpicciolito e grinzo.
Dopo la soluzione del conflitto, il tessuto viene modificato e si crea una cisti ovarica che si riempie di liquido sieroso. La dimensione della cisti è proporzionale alla intensità dello shock subito.
Se il conflitto recidiva diverse volte, si può determinare la comparsa di un ovaio policistico.
La cisti può scoppiare spontaneamente oppure indurirsi e riempirsi di tessuto funzionale e secernente ormoni.
Il dolore che accompagna la presenza di cisti ovariche è legato alla presenza concomitante di una sindrome del profugo.

6.9 Salpingite

La salpingite è l'infiammazione delle salpingi o Tube di Fallopio. Le salpingi sono rivestite internamente di mucosa endodermica, a sua volta contornata da fibre muscolari lisce sempre endodermiche, hanno la funzione di trasportare l'ovulo all'incontro con gli spermatozoi e il prodotto del concepimento nella cavità uterina per l'annidamento.
Sono attivate da conflitti del boccone, per il non poter trattenere il frutto del concepimento.
Il conflitto ha connotazioni sessuali, sgradevoli, brutte, sudicie, poco rispettose, fuori dal normale, generalmente con persona maschile o mascolina.
Ci può essere anche perdita dell'embrione all'origine del conflitto.
Nella fase attiva si ha più comunemente iperplasia. Polipi, adenocarcinomi a cavolfiore, qualità secretoria (poco frequente). Mancanza di mestruazione in una donna fertile e assenza di sintomi in una donna in menopausa.
A conflitto risolto si ha necrosi caseosa per azione di funghi e micobatteri, flusso purulento vaginale, cattivo odore, infiammazione, dolore, sanguinamento. Nella Crisi epilettoide si ha dolore, coliche da contrazioni.
Il recidivare dei conflitti in queste strutture può portare alla cicatrizzazione ed alla possibile chiusura del lume tubarico, oppure alla mancata mobilità dell'embrione e l'annidamento tubarico con gravidanza extrauterina, un evento molto pericoloso.

6.10 Miomi e Fibromi

Secondo la MU il mioma uterino è un tumore benigno della parete muscolare liscia dell'utero. Viene reperito nell'80% delle donne, ma solo una minima parte giunge ad essere fonte di problemi, per lo più meccanici, che richiedano l'asportazione chirurgica. Possono essere causa di mestruazioni troppo abbondanti, problemi di prolasso vescicale e/o rettale.
Secondo la NMG e le 5LB il mioma è una manifestazione di un SBS Endodermico (in cui il relè di attivazione si trova nel mesencefalo destro).

6.11 Tumori

La mucosa del corpo e del fondo uterino, chiamato endometrio, è di derivazione endodermica ed ha i relè di attivazioni posti nella parte centrale del tronco cerebrale, come illustrato dalla figura sottostante.

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L'endometrio risente dell'attivazione speciale in risposta ad un conflitto del boccone, in questo caso sessuale, vissuto dalla donna in modo ripugnante o disgustoso, in riferimento ad un uomo che si comporta male con lei, oppure è un conflitto ripugnante nei riguardi dei nipoti che si comportano male nei riguardi delle proprie mogli o fidanzate, anche dal punto di vista sessuale. Il sentito biologico è di voler liberare la camera uterina da qualcosa di sporco.
In fase attiva del conflitto, si ha produzione di tessuto endometriale dalle caratteristiche particolari e di maggior efficienza nel secernere o nell'assorbire. Può avere crescita a cavolfiore (polipo) o crescita piatta. La maggior secrezione serve a mantenere pulita la camera uterina, mentre la maggior capacità assorbente e l'ispessimento favoriscono un miglior annidamento dell'ovulo. questa crescita è del tutto asintomatica.
Quando il conflitto si risolve, la fase A della PCL si contraddistingue per il grande edema mucoso e l'inizio dei sanguinamenti nella Crisi Epilettoide. L'azione batterica favorisce la evacuazione di frammenti della decidua ipertrofica. In alcuni casi può comparire pus e le perdite possono essere scure e maleodoranti.
Nelle donne in età fertile la mestruazione può essere particolarmente abbondante e durare a lungo, con uno spotting prolungato. Nelle donne in menopausa l'azione batterica può dare origine a perdite purulente.

La mucosa del collo, dell'orifizio uterino e della vagina è di derivazione ectodermica e viene attivata da relè della corteccia cerebrale che si trovano nell'area perinsulare della corteccia cerebrale sinistra. Il conflitto alla base di questa manifestazione è quello di frustrazione sessuale, che origina dal fatto di non sentirsi posseduta, ma anzi rifiutata o non desiderata; il proprio uomo ha preferito un'altra; sentirsi trascurata sessualmente; mancanza di figli e/o di rapporti sessuali.
Tale conflitto può essere correlato a disturbi coronarici o della conduzione a carico del cuore destro o con embolia polmonare destra.
In fase CA si ha la produzione di ulcerazioni della mucosa per favorire la penetrazione e l'entrata dello sperma nell'utero. Compare l'amenorrea.
Queste ulcerazioni sono asintomatiche. Nella fase PCL queste ulcerazioni vengono riparate con la comparsa di sanguinamenti e ricompare l'ovulazione e il flusso mestruale.

L'epitelio pavimentoso che ricopre le superfici interne della vagina ha una origine ectodermica e così pure la cute che compone la vulva. Il conflitto generale che attiva questi tessuti è di separazione, con connotazioni chiaramente e logicamente legate alla sfera sessuale e genitale. Lo schema di sensibilità è quello della cute esterna e pertanto nella fase di ulcerazione non c'è dolore.
Il conflitto è di separazione, riguardante l'atto sessuale, le avances sessuali del partner, la donna percepisce di non avere il diritto o il permesso di compiere l'atto sessuale che preveda la penetrazione, per lo più legato a questioni morali o religiose. La donna percepisce consciamente ed educativamente l'atto sessuale come un atto da rifiutare, ma il suo sentito biologico e animale è di deprivazione sessuale.
Durante la fase attiva del conflitto, il tessuto vaginale si ulcera in modo asintomatico, al fine di allargare il lume vaginale e permettere una penetrazione facilitata in caso di contatto sessuale.
Se il contatto avviene, vi è la soluzione del conflitto e l'avvio immediato della prima fase della PCL, con la comparsa di gonfiore, dolore, arrossamento, fastidio e perdite di liquido sieroso. In questa fase si può avere vaginismo. Questo in se può rappresentare la causa della recidiva conflittuale, in quanto, di fatto, il rapporto è impedito. Si instaura un circolo vizioso, che causa ripetute ulcerazioni e riparazioni.
Nella crisi epilettoide, si può avere sanguinamento. Se l'ulcerazione ha coinvolto il sottostante strato muscolare, si può avere il vaginismo serrato vero e proprio, per cui lo spasmo impedisce meccanicamente la penetrazione.
Solo nella seconda fase della PCL l'ulcerazione viene riparata e le perdite tendono a concludersi.
Se una donna vive in modo ripugnante la sessualità, ma è costretta a cedere alle invettive e alle pressioni del partner, può vivere questo conflitto per lungo tempo ed il tessuto di riparazione può giungere ad avere estensioni molto vaste. Le recidive causano la iperproduzione di tessuto riparativo.
Se il tessuto vaginale coinvolto è la sottomucosa ghiandolare, il conflitto ha a che fare con le capacità secernenti della mucosa per cui è necessario favorire la penetrazione con un aumento delle secrezioni vaginali (sentito di avere difficoltà a lubrificarsi per favorire il coito). Nella fase attiva del conflitto le ghiandole sparse lungo il tragitto vaginale iniziano a crescere e a secernere muco. Se il conflitto si risolve, questo tessuto ghiandolare eccedente va incontro allo smantellamento ad opera dei batteri e dei funghi (Candida) con la comparsa di vaginite, perdite corpuscolate e maleodoranti.

Se la donna vive la penetrazione come un atto violento, invasivo e sudicio, le cellule dello strato mucoso possono essere attivate e cercare di produrre uno scudo, una barriera al contatto con il pene. Si viene quindi a generare un melanoma vaginale, raro, ma possibile. Nella fase attiva del conflitto si viene a creare un ispessimento mucoso del tutto asintomatico che, se il conflitto si risolve, passa alla fase A della PCL, con gonfiore, dolore e durante la Crisi Epilettoide si può verificare un sanguinamento. L'azione dei funghi e dei batteri può portare alla produzione di perdite purulente o caseose (Candida vaginale) e/o maleodoranti.

Medesimo andamento avviene a carico del tessuto vulvare. Anche in questo caso il conflitto è di separazione dal coito. Sessualità negata.

6.12 Bartolinite

Le ghiandole del Bartholin hanno la funzione di secernere un liquido trasparente che aiuta a lubrificare le labbra vaginali prima e durante la relazione sessuale e producono una grande quantità di liquido quando avviene un forte orgasmo senza penetrazione. Questo liquido contiene e anche feromoni. Le Ghiandole di Bartholin o Ghiandole vestibolari maggiori sono due piccole ghiandole secernenti endodermiche, collocate ad ambo i lati dell'orifizio vaginale esterno. Normalmente non sono visibili. In senso orario si trovano alle ore 4-5 ed alle 7-8.

Sono attivate da conflitti del boccone sessuale, per non essere in grado di lubrificare sufficientemente la vagina per poter accogliere il pene. Secchezza vaginale. Nella fase attiva si ha aumento della produzione del liquido lubrificante e proliferazione cellulare. Nella Pcl si ha caduta della funzione, caseificazione, funghi, micobatteri (TBC), pus, odore fetido.

La "malattia" conosciuta come Bartholinite o aumento di volume della ghiandola di Bartholin avviene sempre per la infiammazione (chiusura) del dotto escretore (ectoderma) in Fase PclA, che non permette il deflusso del liquido prodotto dalla ghiandola.
Questo può avvenire con l'accumularsi del liquido per il funzionamento normale della ghiandola con attività sessuale o per l'aumento della funzione in Fase Attiva e superproduzione di liquido. In questo caso si produce una cisti, che è un aumento del volume della ghiandola ed è asintomatico.
Se la ghiandola di Bartholin entra in Fase di soluzione (PclA) vedrà la formazione di pus (caseificazione) e infiammazione relativamente indolore. Quando la ghiandola entra in Fase PclB si formerà un ascesso di Bartholin pieno di pus per via della chiusura del dotto escretore in Fase PclA e non poter drenare il prodotto della caseificazione. Il dolore è molto intenso. Si può drenare mediante puntura per eliminare il dolore.

Se non si è attivata un SBS della ghiandola, ma solo l'SBS del dotto, il drenaggio nella Fase PclB sarà di fluido trasparente. Se c'è SBS anche della ghiandola, alla soluzione di entrambe, si avrà il drenaggio di liquido purulento (caseificazione) e cattivo odore.
Se si è attivato e risolto l'SBS della ghiandola, ma non del dotto, nella Fase PclB ci sarà uscita di pus e cattivo odore nella vulva (leucorrea), senza infiammazione, ne' dolore.

7. La Sessualità femminile

La sessualità femminile è una sfera comportamentale in larga parte misconosciuta a cui sono stati applicati fraintendimenti e giudizi che ne hanno alterato o nascosto la fondamentale, vitale componente biologica.
Secoli di educazione sessuale repressiva, legata a insensate regole religiose, hanno gettato una luce maliziosa su essa.

Vanno anzitutto considerati alcuni punti che, a mio parere, sono molto importanti:

7.1 Orgasmo femminile

Secondo gli studi del Dr. Hamer, l'orgasmo femminile può essere di due tipi: clitorideo o vaginale, con la possibilità che si abbini quello rettale a quello vaginale (ebbrezza amorosa).
La raffigurazione grafica ricalca la curva bifasica e la figura sottostante mostra il suo andamento.

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L'orgasmo è la crisi epilettoide di un SBS non conflittuale. I disturbi relativi all'orgasmo possono risiedere nella fase simpaticotonica, troppo breve o disturbata.

8. Gravidanza e aborto

La gravidanza ha una prima Fase Simpaticotonica di tre mesi, nei quali la madre sente freddo, è ipersensibile, ha nausea, vomito, ecc.. Segue una seconda Fase Vagotonica di sei mesi. Successivamente avviene la Epicrisi di circa quattro ore (parto) e successivamente la lattazione.
Nei primi tre mesi (simpaticotonici) a livello fetale si sviluppano i tessuti endodermici e del mesoderma antico, controllati dal Paleoencefalo (Tronco Cerebrale e Cervelletto) che crescono in simpaticotonia. In questo momento la donna ha sintomi si simpaticotonia relativi al Tronco Cerebrale, di tipo arcaico: vomito subito dopo mangiato; ipersensibilità arcaica agli odori; nausea senza necessità di vomitare, ecc. Questi sintomi sono più o meno forti in base alla tensione per le preoccupazioni e le angosce vissute dalla donna.
Nei sei mesi finali (vagotonici) a livello fetale si sviluppano i tessuti ectodermici e del mesoderma recente, controllati dal neoencefalo (Sostanza bianca cerebrale e Corteccia.
La donna ha l'addome molto gonfio di liquido dopo il primo trimestre a causa dei tubuli collettori renali attivi (profugo).

8.1 Cause della mancata gravidanza essendo la donna fecondata

  1. Non è naturale che una donna non rimanga gravida ad ogni ovulazione. In Natura gli animali si riproducono ogni volta che vanno verso il periodo riproduttivo. Nell'essere umano questo processo è antinaturale e la donna rimane gravida per sua propria decisione, generalmente molte poche volte nella sua vita. La mestruazione non dovrebbe mai avvenire in natura. La mestruazione è il conflitto del non avere nidificato l'utero, di non essere rimasta gravida.
    Una ragazzina che ha il suo menarca normale intorno agli 11 anni, dovrebbe diventare madre naturalmente intorno ai 12 anni, allo stato naturale o in un popolo primitivo; e sarebbe una eccellente madre istintiva.
    Nelle nostre società "civilizzate" e moderne, le ragazzine che riescono ad avere la prima mestruazione, sono sedute in un aula di scuola ad imparare cose che poco hanno a che fare con la vita. Vengono sottoposte ad un lavaggio del cervello e spesso hanno un conflitto sessuale, sono frigide, si sviluppano in modo mascolino. Biologicamente sono mal strutturate, metà donne e metà uomo. Molte sono già in costellazione a soli 12 o 13 anni, sono maniaco-depressive ed hanno la loro prima mestruazione intorno ai 13-14 anni, al proprio secondo conflitto di territorio.
    La regola di Natura vorrebbe la prima gravidanza con la prima ovulazione, successivamente 3 anni di allattamento, per poi rimanere gravida un'altra volta e formare quindi una grande famiglia. In questo modo il progesterone si impone a controllare gravidanza e riposo. Solo ogni quattro anni si produce una forte dose di estrogeni con la ovulazione, quando si debba creare un nuovo individuo. In questa seconda fase si verifica un forte accrescimento mammario.
    La cosiddetta "regola" o mestruazione non esiste in realtà nei popoli primitivi, in cui la donna rimane gravida alla prima ovulazione e successivamente ogni 4 anni, per cui un dissanguamento da mestruazione non è necessario.
    In molte donne, che hanno avuto molte mestruazioni (recidive), l'ambiente del loro utero diventa molto acido (bilancia acido-basica verso l'acido) per azione della tubercolosi nel processo di caseificazione che segue l'ingrandimento della mucosa. Per questa ragione, anche se avvenga la fecondazione, non avviene l'impianto dell'embrione a causa dell'ambiente acido. Si dice erroneamente che non vengono fecondate e che la causa sono gli spermatozoi, la loro forma, la loro quantità, ecc.
  2. Altra causa di mancata gravidanza è la presenza di un conflitto con un uomo dalle particolari connotazioni sessuali sgradevoli, un uomo brutto, sporco, poco rispettoso, immorale. Ciò colpisce le Tube di Fallopio (tube uterine) che in fase attiva aumentano la motilità dell'ovulo, che viene fecondato, ma non si impianta.
  3. Se giunge la soluzione dell'SBS delle tube, si ha una drastica caduta della funzione (Endoderma) e l'ovulo fecondato non si muove, avvenendo così il quadro clinico di gravidanza extrauterina o ectopica.

8.2 Perdita della gravidanza nel Primo Trimestre

Il conflitto che provoca la mancata ritenzione del frutto del concepimento nell'endometrio (Endoderma) nel corso del primo trimestre di gravidanza è la mancata esistenza delle adeguate condizioni per avere un figlio. La donna non percepisce di essere al sicuro nel suo ambiente per qualche causa, come ad esempio:

L'Endometrio è un organo endodermico, controllato dal Tronco Cerebrale, pertanto il sentito è molto viscerale, senza influenza da parte della volontà o di altra considerazione psicologica, è una necessità basica elementare.
Questa perdita della gravidanza può avvenire nei primi giorni o nelle primissime settimane e la donna può non essere conscia di essere incinta. È una causa frequente di quella che viene diagnosticata come sterilità, quando in realtà la donna è rimasta gravida, ma perde il feto per mancanza delle condizioni necessarie al suo sviluppo.
I modi in cui la gravidanza superi positivamente il primo trimestre è che la donna si senta sicura, in un ambiente adeguato, in accordo con il partner e senza condizioni di insicurezza.

8.3Perdita della gravidanza nel secondo e terzo trimestre

Le perdite della gravidanza al 2° e 3° trimestre sono date da problemi del feto, la madre non ha "colpe". Se il feto ha conflitti importanti, passando per la fase attiva, per la fase di soluzione e per la crisi epilettoide, può morire o verificarsi un parto prematuro (pre-termine).
Nel 2° e 3° trimestre la madre è in vagotonia.

9. La mammella

Il seno femminile è composto di strutture a loro volta composte di tessuti derivanti dai 3 foglietti embrionari:

9.1 Ghiandole Mammarie (Mesoderma Antico)

Sintomatologia

Essendoci due processi biologici attivi, o in Crisi Epilettoide, in entrambe le ghiandole mammarie, destra e sinistra, si produce una Costellazione del Cervelletto che provoca un comportamento di: "voler aiutare tutti", conosciuta anche cone "Sindrome di Madre Teresa".

9.2 Derma o corion della pelle (Mesoderma Antico)

Sintomatologia

In presenza di due processi biologici attivi, o in Crisi Epilettoide, nel derma cutaneo di entrambe i seni, destro e sinistro, si produce una Costellazione del Cervelletto che provoca un comportamento di: "appianamento emozionale". Assenza di qualsiasi emozione. Sensazione di "essere morto dentro". Il "muro di gomma", tutto mi rimbalza.

9.3 Tessuto Connettivo, tessuto Grasso e Vasi Sanguigni (Mesoderma Nuovo)

Sintomatologia

9.4 Dotti galattofori o mammari (Ectoderma)

Sintomatologia

9.5 Epidermide (Ectoderma)

Sintomatologia

10. La menopausa

La menopausa è un evento fisiologico che nella donna corrisponde al termine del ciclo mestruale e dell'età fertile. Nella menopausa termina l'attività ovarica: le ovaie non producono più follicoli ed estrogeni (ormoni femminili principali).
Normalmente l'età in cui inizia la menopausa, ovvero la fine delle mestruazioni, è fra i 45 e i 50 anni.

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