La Biologia e Ockham
16 10 2026
Io non sono un genio, io sono solo curioso.
Faccio molte domande, e quando la risposta è semplice, allora Dio sta rispondendo.
Albert Einstein
Il rasoio di Ockham è un principio di parsimonia: quando diverse spiegazioni rendono conto altrettanto bene degli stessi fatti, si preferisce quella che richiede meno ipotesi aggiuntive.
Il principio prende il nome da Guglielmo di Ockham, filosofo e francescano medievale. Una formulazione che ne esprime bene il senso è:
«Si fa inutilmente con molte cose ciò che si può fare con poche».
Il "rasoio" elimina le ipotesi superflue, non i fatti che rendono complessa una spiegazione. La precisazione fondamentale è che «a parità di capacità di spiegare i fatti» non significa che:
- la spiegazione più semplice sia sempre vera;
- ogni fenomeno abbia una sola causa;
- ciò che non conosciamo debba essere escluso;
- una teoria facile da raccontare sia migliore di una teoria sostenuta da più prove.
In ultima analisi è un criterio per confrontare spiegazioni, non una prova della loro verità. Se una spiegazione più articolata rende conto di osservazioni che quella semplice non riesce a spiegare, quella complessità non è superflua.
Implicazioni bio-emotive
Consideriamo qui "bio-emotivo" come il rapporto tra vissuti emotivi, risposte corporee e comportamenti. Questo rapporto ha una base fisiologica documentata: durante lo Stress, l’organismo attiva risposte nervose e ormonali che possono aumentare frequenza cardiaca, Respirazione, pressione arteriosa e tensione muscolare. Lo stress persistente può inoltre contribuire a Disturbi del sonno-veglia, Cefalea e problemi digestivi, o aggravarli. Non si tratta quindi di contrapporre una mente "immateriale" a un corpo separato: il vissuto emotivo coinvolge anche processi corporei.
Immaginiamo una persona che, prima di un esame difficile e cruciale, avverta tensione muscolare e accelerazione del battito. Una prima ipotesi coerente con la fisiologia conosciuta è che l’anticipazione del confronto stia attivando una risposta di stress. Non è necessario andare ad arzigogolare un ipotetico conflitto biologico o un significato simbolico obbligatorio del sintomo. Ciò non esclude l’esplorazione personale qualora ciò accada anche per tutti gli "esami" che la persona sostiene nella sua vita. La domanda «Che cosa rappresenta per me quel confronto?» può essere significativa, ma è diversa dalla domanda «Quale meccanismo ha prodotto questi sintomi?». La prima riguarda il significato dell’esperienza; la seconda richiede una spiegazione causale. Il rasoio aiuta a non confondere i due livelli.
Il principio funziona anche nella direzione opposta: dire «è tutto stress» non è automaticamente una spiegazione parsimoniosa. Che lo stress possa contribuire a un sintomo non dimostra che ne sia l’unica causa. La parsimonia richiede una spiegazione adeguata alle osservazioni, non semplicemente una spiegazione breve. Perciò riconoscere la componente emotiva non autorizza a trascurare altre possibili componenti biologiche o la valutazione clinica. In altre parole: il corpo non va separato dall’esperienza emotiva, ma nemmeno interamente spiegato attraverso di essa.
Talora mi è capitato di interagire con quelli che io chiamo "Talebani della NMG" che sembra debbano spingersi a "conflittualizzare" ogni singola manifestazione organica e, al contempo, negare qualsiasi azione da parte di energie, sostanze o traumi solo perché è indispensabile una base "conflittuale". Faccio un esempio: Persona che, per questioni dietetiche, applica a se' stessa un regime alimentare fatto di privazioni e rinunce e mostra segni e sintomi digestivi e generali chiaramente ascrivibili a tali ingiuste e non-biologiche privazioni. Il talebano va a cercare le conflittualità bio-emotive più disparate e assurde, quando è evidente che la persona ha messo alla frusta il suo animale interiore privandolo di ciò di cui ha necessità, cadendo nella Sindrome di Procuste di cui ho già parlato in questo sito. Il rasoio di Ockham taglierebbe le sue immotivate ipotesi per rivolgersi all'evidenza dei fatti.
Ben diversa sarebbe la condizione nella quale la persona mostra quei segni senza aver modificato la sua dieta alimentare. Il buon senso indurrebbe a indagare quali attivazioni bio-emotive si sono avviate non legate ad alimenti e nutrienti mancanti o alterati.
Non è da trascurare che il Rasoio di Ockham serve proprio a evitare inutili mentalizzazioni di processi semplicemente biologici le cui ragioni sfuggono a chi li vive. Mi è capitato proprio di sentire costruzioni mentali al limite della fantascienza su eventi puramente dettati dalla biologia, solo per poter dare la spiegazione più comoda e calmante rispetto alle reali cause. Dover verificare ed ammettere che i sintomi sono causati da un modo di vivere che nulla ha a che fare con salute e biologia, può indurre la persona a "raccontarsela" arrampicandosi sugli specchi in vertiginose teorie.
D'altra parte la religione medica usa il rasoio di Ockham non solo come bisturi per sezionare le persone, ma come alibi per la sua ignorante supponenza ad escludere l'ambito percettivo ed emotivo che fa dell'uomo un essere complesso e prono a incasinarsi la vita in modo inaudito. Per la religione medica una alterazione organica e comportamentale è solo chimica ed elettricità, trascurando il vissuto, la soggettività, la socialità, il mondo delle relazioni e le mille mila sfaccettaure legate a cultura, usanze, credenze e dogmi. Il bello, anzi il brutto, è che il rasoio di Ockham usato dalla religione medica, ha sezionato la corteccia cerebrale della maggior parte delle persone, che si accontenta della ipotesi riduzionistica offerta dai "dottori" per non andare ad indagare sul proprio vissuto, sulle proprie scelte scellerate e sul proprio bagaglio transgenerazionale. Per la "religio medica" tutto deve ridursi all'aspetto bio-chimico e bio-fisico, tutto il resto è trascurabile e questo è l'errore imperdonabile della medicina.


