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Tristezza

Stato emotivo caratterizzato da tono dell’umore abbassato, ritiro, rallentamento e tendenza alla riflessione su eventi spiacevoli o dolorosi.​ È considerata un’emozione primaria/fondamentale, parte del repertorio innato dell’essere umano, legata soprattutto a perdita, separazione, frustrazione di bisogni affettivi.​ Ha delle funzioni, come le seguenti:

  • Funzione di elaborazione: spinge a fermarsi, ripensare agli eventi, trarne senso e riorientare priorità e aspettative, facilitando l’adattamento alla perdita.​
  • Funzione di segnale sociale: espressione triste, pianto e ritiro comunicano bisogno di vicinanza e sostegno, attivando l’accudimento e il legame di attaccamento nelle relazioni.
Può modificare ritmo cardiaco e Respirazione, con sensazione di affanno, stanchezza, pesantezza corporea e rallentamento motorio; spesso si associa a pianto come modalità di scarica delle tensioni.​ Stati di tristezza prolungata sono correlati a aumento dello Stress, con possibili Disturbi del sonno, maggiore suscettibilità a malesseri somatici e maggior richiesta di energia mentale per il rimuginio e la ricerca di soluzioni.​

La tristezza prolungata e gli stati depressivi si associano a ridotta disponibilità di Serotonina, Noradrenalina e Dopamina, Neurotrasmettitori chiave nella regolazione del tono dell’umore, motivazione e capacità di provare piacere.​
L’attivazione degli assi dello stress (in particolare IpotalamoIpofisiSurrene) modifica i livelli di Cortisolo e di altri ormoni che, se alterati nel tempo, influenzano profondamente umore, energia e vulnerabilità a stati ansioso‑depressivi.​

La tristezza “sana” è ciclica e transitoria: accompagna un processo di contatto con il Dolore e, se accolta, facilita il passaggio verso emozioni più orientate alla ripresa e alla progettualità.​
Quando non trova possibilità di espressione, comprensione e integrazione, può cronicizzarsi in un quadro depressivo, con marcato ritiro sociale, mancata percezione del piacere, pensieri negativi persistenti e alterazioni neuroendocrine più stabili.


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Giorgio Beltrammi
Bio-Pedia Humana
424 pagine B/N, 1450 termini circa e centinaia di immagini.

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