Vergogna
- È un’emozione complessa che si attiva quando si percepisce di aver fallito rispetto a standard interni o sociali e ci si sente "cattivi", incompetenti o difettosi come persone, non solo colpevoli per una singola azione.
- È legata al timore di perdere la stima, l’appartenenza o l’amore degli altri, con la sensazione di essere rifiutabili, non amabili, "fuori posto" nella comunità.
- Ha una funzione regolativa: aiuta a rispettare i confini sociali e a mantenere i legami; quando è intensa, pervasiva o costante diventa disorganizzante e patogena.
- Le manifestazioni corporee sono a breve e lungo termine:
- Quelle acute: arrossamento del viso, abbassamento dello sguardo, postura incurvata, desiderio fisico di "scomparire" o di nascondersi, con sensazione di restringimento e di diventare "più piccoli". Tachicardia, tensione muscolare, nodo alla gola, sensazione di "tilt" o blocco, impotenza improvvisa, difficoltà a parlare o a muoversi con fluidità.
- Quelle a lungo termine: iperattivazione o evitamento (stanchezza, somatizzazioni, disturbi funzionali) dato il perenne stato di minaccia relazionale.
- Nella costruzione del sé: immagine negativa di sé, pervasiva ("sono sbagliato", "sono indegno")
- Alimenta disperazione, inferiorità, impotenza, disprezzo di sé, "nudità psichica" e umiliazione, con ferite profonde alla fiducia e all’autostima.
- Spinge a evitare situazioni sociali, nascondere parti di sé, mentire o mascherare il proprio vissuto, mantenendo nel tempo isolamento, incomprensione e difficoltà a chiedere aiuto.
- Può determinare: Depressione, Disturbi d’ansia e fobia sociale, Disturbo post-traumatico da stress (abusi, umiliazioni), Disturbi alimentari, Disturbi di personalità (difese di superiorità, svalutazione degli altri e reazioni di rabbia quando emergono fallimenti o critiche).
- Tende a mascherarsi (tristezza, ritiro, aggressività, perfezionismo rigido).
La differenza principale tra vergogna, senso di colpa e imbarazzo, è che nella vergogna "c’è qualcosa di sbagliato in me", nel senso di colpa "ho fatto qualcosa di sbagliato", nell’imbarazzo "è successa una cosa goffa/indelicata davanti agli altri ma posso tornare a posto".
- Vergogna: valutazione negativa globale del Sé ("sono inadeguato, indegno"), vissuto di esposizione, svalutazione e desiderio di nascondersi o scomparire. Più legata all’Ideale dell’Io e all’immagine di sé; può insorgere anche in assenza di spettatori reali.
Porta al ritiro, al collasso del Sé, alla fuga (fisica o interna), o a reazioni rabbiose/attaccanti quando intollerabile; tende a essere intensa e duratura.
- Senso di colpa: focus sull’azione che ha danneggiato qualcuno, con rimorso e preoccupazione per l’altro, senza necessariamente intaccare il valore globale del Sé. Connesso al Super-Io, alle funzioni morali (autocritica, autopunizione, esigenza di riparazione) dopo una trasgressione verso l’altro.
Orienta a comportamenti riparativi (scuse, rimediare, fare ammenda)
- Imbarazzo: disagio per una violazione lieve o goffa delle convenzioni sociali, con paura di fare una brutta figura più che di essere intrinsecamente "sbagliati". Riguarda il rischio di compromettere temporaneamente l’immagine sociale più che una caduta del valore personale profondo.
Induce gesti di "riparazione sociale" rapida (sorridere, scherzare, minimizzare), è meno doloroso e di solito di breve durata.
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