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Giorgio Beltrammi
Bio-Pedia Humana
424 pagine B/N, 1450 termini circa e centinaia di immagini.

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La malattia letale da virus Ebola (in inglese Ebolavirus disease - EVD), precedentemente conosciuta come febbre emorragica virale Ebola (Ebola haemorrhagic fever - EHF)[1] è una febbre emorragica degli esseri umani e di altri primati causata dal violento virus Ebola; è stata identificata per la prima volta nella Repubblica Democratica del Congo. La malattia si verifica in genere in focolai epidemici che interessano regioni tropicali dell'Africa sub-sahariana. A causa della carenza di strumentario appropriato e di protocolli igienico-sanitari, le epidemie su vasta scala scoppiano con più facilità nelle aree più povere ed isolate prive di ospedali moderni e di personale addestrato. Il virus è introdotto in comunità entrando a contatto con Sangue o fluidi corporei di un animale infetto, comunemente le scimmie o i pipistrelli della frutta.[2] Le volpi volanti sono portatrici sane[3]. I sintomi della malattia iniziano improvvisamente da due giorni a tre settimane dopo aver contratto il virus: come primo sintomo si afferma un dolore improvviso forte ad una o entrambe le orecchie, dopo un paio di giorni questo dolore si tramuta in febbre ad almeno 38,8°C, mal di gola lancinante, intensi dolori muscolari, mal di testa insopportabile e orecchie chiuse da emorragia dell'orecchio medio. A questi primi sintomi fanno in genere seguito violenta nausea, vomito di sangue, e diarrea di sangue, unitamente a segni di alterazione della funzionalità epatica e renale. In questa fase della malattia alcune persone possono cominciare a presentare gravi emorragie che si possono manifestare verso l'esterno (emorragie esterne) oppure interessare organi interni (emorragie interne). Il rischio di morte tra le persone infette è estremamente alto (fino al 90/95%).[2][4] Una volta che si sia verificata l'infezione umana, la malattia si diffonde attraverso gli esseri umani. Coloro che sopravvivono alla malattia possono essere in grado di trasmettere il virus attraverso lo sperma per quasi due mesi ed avere gravi problematiche di salute.[2] La diagnosi richiede l'esclusione di altre malattie caratterizzate da sintomi simili, come la malaria, il colera, e altre febbri emorragiche virali o batteriche. Per confermare la diagnosi, i campioni di Sangue del caso sospetto vengono testati con la ricerca di anticorpi anti-virus, RNA virale, o del virus stesso.[2] Non esiste una terapia o farmaci specifici per la malattia: questa può resistere a qualsiasi trattamento tradizionale o innovativo. Il trattamento dei pazienti affetti è sostanzialmente un trattamento di supporto che comprende un'adeguata reidratazione orale (semplice acqua leggermente zuccherata e addizionata di una modica quantità di sale) o l'infusione di fluidi per via endovenosa, sperando che il virus non provochi emorragie fatali.[ In una fase precoce il quadro clinico è caratterizzato da affaticamento, febbre (anche elevata, 38,5 °C e oltre), cefalea, faringite, dolori articolari, muscolari e dolori addominali, cui possono associarsi nausea, vomito, diarrea e perdita di appetito. Alcuni soggetti possono presentare sintomi meno comuni che includono dolore toracico, singhiozzo, difficoltà respiratoria e difficoltà alla deglutizione di solidi e liquidi (disfagia).[68] In circa il 50% dei casi si possono evidenziare alcune manifestazioni cutanee. Tra queste la più tipica è la comparsa di un rash maculopapulare. I primi sintomi della malattia possono essere confusi con quelli di esordio della malaria, della febbre tifoide, della dissenteria, della febbre dengue, o altre febbri tropicali, prima che la malattia progredisca fino alla fase finale di sanguinamento. Nel 40-50% dei casi, il paziente è affetto da emorragie nei siti di iniezione e da emorragie delle mucose: in particolare emorragie gastrointestinali (feci scure o sanguinolente, melena), emorragie dal naso (epistassi), dalla vagina e dalle gengive. Questa è la tipica fase emorragica, che inizia in genere da 5 a 7 giorni dopo l'esordio dei primi sintomi. I tipi di sanguinamento che si verificano in corso di malattia da virus Ebola possono essere estremamente vari, ma i più frequenti includono il vomito sanguinolento, la tosse con presenza di Sangue (emoftoe) e la presenza di Sangue nelle feci (ematochezia). Il sanguinamento che interessa la cute può comportare l'insorgenza di petecchie, porpora, ecchimosi e ematomi, soprattutto in prossimità di eventuali siti di iniezione intramuscolare o endovenosa. Alcuni pazienti possono presentare anche gravi emorragie interne e sottocutanee, che si manifestano con vomito ematico e gravi emorragie congiuntivali.[69] Altri sintomi secondari includono ipotensione, ipovolemia, tachicardia, danni agli organi (soprattutto a reni, milza e fegato) come risultato di una necrosi sistemica disseminata e proteinuria. Il verificarsi di un sanguinamento di importante entità è raro e di solito è limitato al tratto gastrointestinale.[70][71] In generale, lo sviluppo di sintomi emorragici indica spesso una prognosi peggiore. Non è raro che siano le perdite ematiche a portare alla morte il paziente. Tutte le persone infette presentano alcuni sintomi di coinvolgimento del sistema circolatorio, ed in particolare alterazioni della coagulazione del sangue.[70] Alcuni soggetti possono presentare miocardite e edema polmonare. Se il soggetto infetto non recupera molto spesso evolve sviluppando dispnea e tachipnea, tachicardia e ipotensione arteriosa. Con l'evolvere della malattia si verificano danni a diversi organi, soprattutto ai reni (con conseguente proteinuria e anuria) e a milza e fegato, come risultato di una necrosi sistemica disseminata.